• Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

Blog di Luisa Corsa

Come Coltivare la Palma

Le palme sono piante ornamentali apprezzate per l’aspetto esotico e l’elegante portamento che conferiscono a giardini, terrazzi e ambienti interni. Sebbene esistano centinaia di specie, tutte hanno esigenze comuni: necessitano di luce abbondante, temperature miti e terreni ben drenati. La cura delle palme richiede attenzione a vari fattori—scelta della specie adatta al clima locale, preparazione del terreno, irrigazione, concimazione, potatura e protezione da parassiti—ma seguendo alcuni semplici accorgimenti è possibile farle crescere rigogliose e longeve. Questa guida approfondisce ciascuno di questi aspetti, offrendo indicazioni pratiche per coltivare la palma con successo, sia in piena terra sia in vaso.

Indice

  • 1 Scelta della specie più adatta
  • 2 Esposizione e condizioni climatiche ideali
  • 3 Preparazione del terreno e del vaso
  • 4 Irrigazione e gestione dell’umidità
  • 5 Concimazione e nutrimento
  • 6 Potatura e rimozione di foglie secche
  • 7 Protezione invernale e trattamento del freddo
  • 8 Parassiti e malattie comuni
  • 9 Moltiplicazione e propagazione
  • 10 Conclusioni

Scelta della specie più adatta

La prima decisione da prendere riguarda la specie di palma. In Italia è diffusa la Phoenix canariensis (palma delle Canarie), molto rustica e utilizzata nei giardini pubblici. Per piccoli spazi e ambienti interni si preferiscono specie più compatte come Chamaerops humilis (palma nana) o Howea forsteriana (Kentia), che tollerano meglio ombra parziale e spazi contenuti. In zone alpine o dal clima rigido si possono scegliere piante come la Trachycarpus fortunei, capace di resistere a temperature prossime allo zero. Prima di acquistare, conviene verificare la resistenza termica della specie (indicato dal vivaista come “zona di rusticità”) e le dimensioni finali: alcune palme possono superare i 10 metri d’altezza, mentre altre restano di pochi metri o decimetri. Se si prevede di coltivarla in vaso, è opportuno optare per una specie a crescita contenuta, assicurandosi che il vaso sia sufficientemente ampio da ospitare il sistema radicale, ma non eccessivamente grande per non rallentare l’attecchimento.

Esposizione e condizioni climatiche ideali

Le palme amano la luce: la maggior parte delle specie prospera in pieno sole o in mezz’ombra luminosa. In giardino, è consigliabile piantarle in un’area che riceva almeno sei ore di luce solare diretta, preferibilmente orientata a sud o a ovest. In balcone o in terrazzo si sceglie una posizione riparata dai venti freddi e dalle correnti eccessive, che possono danneggiare le foglie. In interni, si posiziona la palma vicino a una finestra luminosa, lontano però da balconi o infissi che riducono lo spazio vitale. La temperatura ideale varia tra i 18 °C e i 30 °C, con escursioni notturne non inferiori ai 10 °C. In inverno, specie come la Trachycarpus fortunei sono in grado di sopportare lievi gelate (-5 °C), mentre le palme tropicali come la Kentia rischiano danni al di sotto dei 10 °C, richiedendo protezione in serra o in ambiente riscaldato. In piena estate, è bene verificare che il substrato non si surriscaldi eccessivamente, soprattutto se la pianta è in vaso scuro, perché il sistema radicale potrebbe danneggiarsi.

Preparazione del terreno e del vaso

In piena terra

Per la coltivazione in giardino, il terreno deve essere ben drenante e ricco di sostanza organica. Se il substrato è argilloso, compatto o poco permeabile, conviene mescolare sabbia grossa o lapillo vulcanico (25–30% del volume) e un buon terriccio misto a composto maturo (30–40%), favorendo l’aerazione e prevenendo ristagni idrici che causano marciumi. Il pH ideale si aggira intorno a 6,5–7, ma la maggior parte delle palme tollera pH leggermente acido o neutro. Dopo aver scavato una buca larga e profonda poco più del pane di terra fornito dal vivaio, si incorpora del concime organico a lenta cessione e un pizzico di farina di ossa, quindi si posiziona la palma alla stessa profondità del vaso, evitando che il colletto radicale resti interrato troppo in profondità, cosa che favorisce ristagni d’acqua. Si compattano leggermente i bordi della buca per stabilizzare la pianta e si annaffia abbondantemente per favorire l’assestamento del terreno.

In vaso

Per le palme in vaso, si utilizza un terriccio specifico per piante tropicali, con componente di torba, pomice o perlite e una parte di terriccio universale di buona qualità. Per garantire il drenaggio, è consigliabile inserire sul fondo del vaso uno strato di ghiaietta o argilla espansa (3–4 cm). Il diametro del vaso deve essere almeno 10–15 cm più ampio della zolla radicale. Con il tempo, il substrato si compatta e perde sostanza nutritiva, perciò si prevede un rinvaso ogni 2–3 anni, scegliendo un contenitore solo leggermente più grande del precedente per evitare ristagni d’acqua. Anche qui è importante che il colletto rimanga al di sopra del livello del composto: se si interra troppo la base del tronco, la palma rischia il marciume.

Irrigazione e gestione dell’umidità

Le palme necessitano di annaffiature regolari, ma non sopportano i ristagni. In piena terra, si consiglia un’irrigazione settimanale abbondante nei mesi caldi, evitando di bagnare la chioma e concentrandosi sui bordi esterni della chioma in modo da raggiungere le radici superficiali. In presenza di piogge regolari, le irrigazioni si possono limitare a ogni 10–15 giorni. In vaso, il substrato si asciuga più velocemente: in estate occorre annaffiare 2–3 volte alla settimana, verificando sempre lo stato di umidità del terriccio con un dito o con un bastoncino di legno, evitando di lasciare l’acqua stagnante nel sottovaso. In inverno, se la palma è all’aperto e il clima mite, si riduce l’irrigazione a una volta al mese, oppure si sospende quando il terreno è completamente asciutto; in appartamento, si annaffia circa una volta ogni due settimane, attenzione a non creare ristagni. Un buon sistema consiste nell’irrigare solo quando la parte superiore del terreno è asciutta fino a 5–6 cm di profondità. Per aumentare l’umidità intorno alle foglie—importante per specie tropicali come la Kentia—si può nebulizzare acqua (senza calcare) sulle foglie al mattino, evitando di bagnare le zone basali o permettendo che l’acqua coli all’interno del colletto.

Concimazione e nutrimento

Le palme sono piante esigenti dal punto di vista nutritivo, specialmente in vaso. In piena terra, se il terreno è particolarmente fertile e ricco di sostanza organica, spesso bastano concimazioni annuali con stallatico maturo o compost ben decomposto, somministrato in primavera, alla ripresa vegetativa. In alternativa, si può utilizzare un fertilizzante granulare a lenta cessione specifico per palme, distribuendone circa 200–300 grammi alla base della pianta a marzo/aprile. In vaso, si consiglia di concimare ogni 4–6 settimane nei mesi caldi con un concime liquido completo (NPK) da diluire in acqua, preferibilmente uno formulato con microelementi (magnesio, ferro e manganese) per prevenire la clorosi, abbastanza frequente nelle palme quando mancano questi elementi. Una carenza di magnesio si manifesta con ingiallimento delle foglie vecchie, mentre una carenza di ferro colpisce le foglie più giovani, che diventano gialle tra le nervature. Se si nota questo sintomo, è indicato intervenire con un concime fogliare a base di ferro chelato. Verso fine estate si interrompe gradualmente la concimazione, riprendendola solo a marzo, per evitare di stimolare la crescita quando le temperature scendono.

Potatura e rimozione di foglie secche

La potatura delle palme è limitata alla rimozione di foglie secche o malate. Per evitare di danneggiare la pianta, non si tolgono mai le foglie verdi, perché ogni foglia contribuisce alla fotosintesi e alle riserve nutritive. Utilizzare cesoie o forbici da potatura ben affilate e disinfettate per tagliare le foglie ormai completamente gialle o marroni a pochi centimetri dal tronco. In primavera, dopo aver asportato le foglie secche, si ripulisce la base del tronco da eventuali residui di guaine o polloni basaliformi (in specie come la Chamaerops humilis), favorendo la circolazione dell’aria intorno al colletto. Se si nota la comparsa di piccole foglie nel colletto, si evita di rimuovere i cosiddetti ventagli apicali, poiché contengono gemme che diventeranno le nuove foglie della stagione successiva.

Protezione invernale e trattamento del freddo

Anche le palme più rustiche hanno un limite di tolleranza al freddo. In zone dove la temperatura scende al di sotto dei 0 °C, è necessario proteggere le piante più sensibili. Per le specie tropicali in vaso, si consiglia di spostarle in serra fredda o in una stanza luminosa e non riscaldata, mantenendo la temperatura tra i 10 °C e i 15 °C. Se la palma rimane all’aperto, in autunno si stende uno strato di pacciamatura (foglie secche, trucioli di legno o paglia) sul colletto, evitando di coprire la base del tronco per prevenire marciumi. Per palme rustiche come la Trachycarpus fortunei, si possono proteggere le foglie avvolgendole in un tessuto-non-tessuto traspirante durante i picchi di freddo, mentre per la guaina esterna si avvolge il piede con teli di iuta o tessuto isolante, fissati con spago. In presenza di gelate intense, si può spruzzare una nebbia d’acqua sulle foglie al tramonto, in modo che il ghiaccio che si forma rilasci calore latente, evitando che le cellule vegetali scendano troppo di temperatura. Al risveglio mattutino, si rimuove l’acqua in eccesso e si verifica lo stato delle foglie: se sono adagiati fiocchi di neve sul terreno, meglio intervenire con un raccoglitore morbido per sollevare la neve senza spezzare le fronde.

Parassiti e malattie comuni

Le palme possono essere attaccate da vari parassiti, tra cui la Cocciniglia, il Punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus), i Tripidi e gli Acaro del ragno rosso. La cocciniglia si manifesta come chiazze cotonose sulle nervature delle foglie: si elimina manualmente con un batuffolo imbevuto di alcool e si utilizza un olio bianco in autunno per prevenire reinfestazioni. Il punteruolo rosso è un coleottero che scava gallerie nel tronco; ai primi sintomi (buchi sul tronco, melata appiccicosa, foglie che ingialliscono improvvisamente) si interviene con iniezioni di insetticida sistemico nel tronco, affidandosi a un tecnico specializzato. Per contrastare il ragnetto rosso, che compare in ambienti troppo secchi, si aumenta l’umidità ambientale e si spruzza quotidianamente acqua nebulizzata sulle foglie. In caso di forte infestazione, si applica un acaricida specifico, seguendo le dosi riportate sull’etichetta. Infine, controllare la comparsa di funghi come Grafiosi o marciumi radicali: se l’aspetto del colletto diventa molle alla base, o le foglie mostrano macchie scure, si indaga con un terreno più drenante e si somministra un fungicida a base di rame, evitando interventi invasivi se la pianta è ancora in buono stato generale.

Moltiplicazione e propagazione

La maggior parte delle palme si propaga per seme. In primavera-estate si raccolgono i frutti maturi, spesso di colore rosso o arancione, si rimuove la polpa e si lascia asciugare il seme per alcuni giorni. Prima della semina, si può effettuare un trattamento di ammollo in acqua tiepida per 24 ore per favorire la germinazione. Si utilizza un terriccio misto a sabbia fine in proporzione 2:1, si interrano i semi a circa 2–3 cm di profondità e si mantiene il substrato umido in un ambiente caldo (25–28 °C), magari collocando il vaso in una camera di germinazione o in un ripiano riscaldato per semine. La germinazione può richiedere da diverse settimane fino a 3–4 mesi, a seconda della specie. In alternativa, alcune palme come la Chamaerops humilis formano polloni alla base del fusto: in autunno-inverno è possibile estrarre i polloni con una zappa, mantenendo intatta la zolla radicale, e ripiantarli in un vaso con substrato fresco, innaffiando moderatamente fino all’attecchimento. Il trapianto avviene meglio all’inizio della primavera, quando la pianta entra nella fase di crescita attiva.

Conclusioni

Coltivare la palma in giardino o in vaso richiede attenzione a diversi aspetti, dalla scelta della specie più adatta al clima locale alla preparazione di un terreno ben drenante, dall’irrigazione regolare alla concimazione equilibrata, fino alla potatura delle foglie secche e alla protezione invernale. Monitorare costantemente lo stato di salute della pianta permette di intervenire tempestivamente in caso di malattie o infestazioni da parassiti. Con una corretta manutenzione, una palma può vivere per decenni, arricchendo l’ambiente con uno stile tropicale e una presenza sempreverde. Seguendo i consigli di questa guida, chiunque potrà far crescere la propria palma forte e rigogliosa, garantendole il benessere necessario per esprimere la sua bellezza senza soluzione di continuità.

Articoli Simili

  • Come piantare semi di limone

  • Come piantare il nocciolo di avocadoi

  • Come trapiantare il rosmarino

  • Come piantare un bulbo di tulipano

  • Come piantare le patate germogliate

admin

About

Luisa Corsa è una specialista dei consumatori appassionata e ben informata, con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Luisa Corsa è una specialista dei consumatori appassionata e ben informata, con oltre dieci anni di esperienza nel settore.

Primary Sidebar

Cerca

Categorie

  • Altro
  • Bellezza
  • Casa
  • Consumatori
  • Cucina
  • Fai da Te
  • Giardino
  • Guide
  • Hobby
  • Lavori Domestici
  • Sport

Copyright © 2025 Blog di Luisa Corsa on the Brunch Pro Theme