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Blog di Luisa Corsa

Caldaia Hermann errore 27 – Cosa fare

L’errore 27 su una caldaia Hermann segnala, nella maggior parte dei modelli, un problema legato alla circolazione dell’acqua nell’impianto di riscaldamento. In pratica, la caldaia rileva che l’acqua non si muove correttamente tra lo scambiatore, i tubi e i radiatori. Per proteggere i componenti interni, il sistema può arrestare il bruciatore e mostrare il codice sul display.

Non sempre, però, il significato è identico per ogni apparecchio. Hermann ha prodotto diverse serie di caldaie, spesso con elettroniche e codici di errore differenti. Per questo il libretto d’istruzioni del modello specifico rimane il riferimento principale. Detto ciò, quando compare il codice 27 è ragionevole controllare innanzitutto la pressione dell’acqua, la presenza di aria nei radiatori e il corretto funzionamento della pompa di circolazione.

La situazione può capitare all’improvviso, magari proprio durante una giornata fredda. I termosifoni restano freddi, l’acqua calda sanitaria può funzionare a intermittenza oppure la caldaia si blocca subito dopo l’accensione. Che cosa si può fare in sicurezza? Alcuni controlli sono alla portata dell’utente, mentre altri devono essere affidati a un tecnico qualificato.

Indice

  • 1. Che cosa significa l’errore 27 sulla caldaia Hermann
  • 2. La prima verifica: controllare la pressione dell’impianto
  • 3. Spurgare i radiatori può risolvere il problema?
  • 4. Controllare valvole e radiatori senza smontare nulla
  • 5. Il ruolo della pompa di circolazione
  • 6. Filtro, scambiatore e fanghi nell’impianto
  • 7. Il reset della caldaia Hermann
  • 8. Quando chiamare un tecnico qualificato
  • 9. Come evitare che l’errore 27 si ripresenti
  • 10. In conclusione

Che cosa significa l’errore 27 sulla caldaia Hermann

L’errore 27 viene generalmente associato a una circolazione insufficiente o assente dell’acqua nel circuito di riscaldamento. La caldaia produce calore, ma l’acqua calda non riesce a raggiungere correttamente l’impianto oppure non ritorna allo scambiatore con la portata prevista. I sensori interni rilevano quindi una condizione anomala e attivano il blocco di sicurezza.

Il problema può dipendere da una pressione troppo bassa, da bolle d’aria nei tubi, da una pompa bloccata o usurata, da un filtro sporco oppure da una valvola chiusa. In alcuni casi la causa si trova nello scambiatore, soprattutto quando l’impianto è vecchio e l’acqua contiene residui, fanghi o calcare. Non è detto, quindi, che il codice indichi un guasto grave alla scheda elettronica o alla caldaia nel suo complesso.

È importante non confondere questo errore con un problema di accensione. Se la caldaia prova ad avviarsi ma non rileva la fiamma, di solito visualizza un codice diverso, anche se la numerazione può cambiare secondo la serie. Ecco perché leggere soltanto “27” senza consultare il manuale può portare a diagnosi affrettate. Il numero offre un’indicazione, non sempre una spiegazione completa.

La prima verifica: controllare la pressione dell’impianto

Il controllo più semplice riguarda il manometro o l’indicatore digitale della pressione. In un impianto domestico freddo, il valore si trova normalmente intorno a 1-1,5 bar, ma il riferimento corretto può variare in base all’installazione e alle indicazioni del produttore. Se la pressione è molto bassa, per esempio vicina a zero o inferiore a 0,8 bar, l’acqua potrebbe non circolare in modo sufficiente.

Prima di intervenire, spegni la caldaia con il comando previsto e attendi che l’impianto non sia caldo. Non aprire valvole mentre i radiatori sono bollenti: l’acqua potrebbe essere sotto pressione e provocare ustioni. Se il modello dispone di un rubinetto o di una valvola di riempimento accessibile, il libretto spiega come utilizzarla. In genere si apre lentamente, lasciando entrare acqua fino a raggiungere il valore indicato dal costruttore, quindi si richiude con attenzione.

Non bisogna riempire l’impianto “a occhio” fino a pressioni elevate. Superare il valore consigliato può fare intervenire la valvola di sicurezza o causare perdite. Se, dopo il ripristino, la pressione scende di nuovo in breve tempo, non continuare ad aggiungere acqua. Potrebbe esserci una perdita nell’impianto, un problema al vaso di espansione o un malfunzionamento della valvola di sicurezza. In questo caso serve un controllo professionale.

Una pressione bassa può essere il risultato di uno spurgo recente dei radiatori. È un episodio abbastanza comune: si elimina l’aria, ma insieme all’aria può uscire una piccola quantità d’acqua. Dopo lo sfiato, la pressione deve sempre essere verificata.

Spurgare i radiatori può risolvere il problema?

L’aria presente nei radiatori o nelle tubazioni ostacola il movimento dell’acqua. I sintomi tipici sono rumori simili a gorgoglii, termosifoni caldi solo nella parte inferiore oppure una zona dell’impianto che rimane fredda senza un motivo evidente. In presenza di aria, la pompa può anche lavorare in condizioni difficili e la caldaia può interpretare la situazione come una mancata circolazione.

Lo spurgo va eseguito con la caldaia spenta e i radiatori freddi. Si apre lentamente la valvolina del termosifone con l’apposita chiave, lasciando uscire l’aria fino a quando compare un flusso d’acqua regolare. Occorre proteggere la parete e il pavimento con un panno o un piccolo contenitore. Non serve svitare completamente la valvola e non bisogna forzarla se appare bloccata.

Dopo aver spurgato i radiatori, è normale che la pressione della caldaia diminuisca. Per questa ragione va ricontrollato il manometro e, se necessario, la pressione va riportata al valore consigliato dal manuale. Solo alla fine si può riaccendere la caldaia e verificare se l’errore 27 è scomparso.

Se il codice ricompare subito, lo spurgo probabilmente non era la causa principale. Continuare a ripetere l’operazione non risolve una pompa guasta, un filtro ostruito o una perdita. In più, introdurre frequentemente acqua nuova nell’impianto favorisce la corrosione e la formazione di depositi.

Controllare valvole e radiatori senza smontare nulla

Una causa banale, ma non rara, è la chiusura accidentale di una o più valvole. Dopo lavori di tinteggiatura, sostituzioni o semplici pulizie, una valvola del radiatore può rimanere quasi completamente chiusa. Se molti elementi dell’impianto sono chiusi contemporaneamente, la circolazione può ridursi in modo significativo.

Controlla che le valvole dei radiatori siano aperte e che i detentori, cioè le valvole poste generalmente sul lato opposto rispetto al comando termostatico, non siano stati chiusi. Non è necessario smontare le manopole o intervenire sulle parti interne. Se una valvola termostatica è bloccata, non forzarla con pinze o attrezzi improvvisati: si rischia di danneggiare il corpo della valvola e provocare una perdita.

È utile osservare anche i tubi vicino alla caldaia. Se il tubo di mandata diventa molto caldo mentre quello di ritorno rimane freddo, l’acqua potrebbe non circolare correttamente. Questa osservazione non sostituisce una diagnosi tecnica, ma aiuta a descrivere il problema al manutentore. Anche la presenza di rumori insoliti, vibrazioni o colpi provenienti dalla caldaia può fornire indicazioni importanti.

Il ruolo della pompa di circolazione

La pompa di circolazione spinge l’acqua calda attraverso l’impianto. Quando si blocca, gira a velocità insufficiente o presenta un guasto elettrico, la caldaia può mostrare l’errore 27. Talvolta la pompa rimane ferma dopo un lungo periodo di inattività, per esempio all’inizio dell’autunno, quando il riscaldamento viene riacceso dopo mesi.

Un tecnico può controllare se la pompa riceve alimentazione, se il rotore gira e se il componente produce rumori anomali. Può inoltre verificare la prevalenza, cioè la capacità della pompa di vincere la resistenza dell’impianto, e accertare che non siano presenti residui o fanghi. In alcuni apparecchi la pompa si trova dietro pannelli che non devono essere rimossi dall’utente.

A volte si sente un ronzio continuo senza un’effettiva circolazione. In altri casi la pompa resta completamente silenziosa. Entrambe le situazioni richiedono prudenza, perché aprire la caldaia significa accedere a parti elettriche e, a seconda del modello, a componenti collegati al gas. Un intervento fai da te può trasformare un semplice blocco in un danno più costoso o in un rischio serio per la sicurezza.

Filtro, scambiatore e fanghi nell’impianto

Quando l’impianto ha molti anni, nei tubi possono accumularsi particelle magnetiche, ossidi e residui. Questi materiali formano i cosiddetti fanghi, che riducono il passaggio dell’acqua e possono ostruire filtri e scambiatori. Anche il calcare può restringere i condotti, soprattutto nelle zone in cui l’acqua raggiunge temperature elevate.

Se il filtro del circuito è sporco, la pompa deve lavorare maggiormente e la portata diminuisce. La caldaia può quindi andare in blocco con il codice 27. La pulizia del filtro e il lavaggio dello scambiatore non sono operazioni da improvvisare. Occorre chiudere correttamente l’acqua, scaricare eventuali parti del circuito, sostituire guarnizioni quando necessario e ripristinare la pressione in modo controllato.

In caso di impianti molto sporchi il tecnico può consigliare un lavaggio chimico o un lavaggio con apposita apparecchiatura. Non è sempre necessario, ma diventa plausibile quando alcuni radiatori scaldano poco, l’acqua del circuito è molto scura o il problema si ripete dopo aver sostituito la pompa. Installare un filtro defangatore può aiutare a proteggere la caldaia, soprattutto durante la sostituzione di un vecchio generatore o il rifacimento dell’impianto.

Il reset della caldaia Hermann

Dopo aver controllato pressione, valvole e radiatori, puoi provare a eseguire un reset utilizzando il pulsante o la funzione indicata dal manuale. Il reset serve a cancellare un blocco momentaneo, non a eliminare la causa del guasto. Se la caldaia riparte e funziona regolarmente, osserva il suo comportamento durante il riscaldamento. Se il codice ritorna, evita di premere il reset molte volte.

Ripetere l’accensione in modo insistente non migliora la circolazione. Al contrario, può sottoporre la pompa e gli altri componenti a cicli di avvio inutili. Alcuni apparecchi limitano automaticamente il numero di reset, mentre altri continuano a tentare l’avvio fino a quando l’utente interviene manualmente. In ogni caso, due o tre tentativi distanziati e conformi alle istruzioni sono sufficienti per capire se si trattava di un blocco occasionale.

Se percepisci odore di gas, rumori forti, perdite d’acqua o odore di bruciato, non eseguire il reset. Chiudi il gas se puoi farlo senza rischi, arieggia l’ambiente senza azionare interruttori elettrici e contatta il servizio di emergenza o un tecnico abilitato. La sicurezza viene prima del ripristino del riscaldamento.

Quando chiamare un tecnico qualificato

È opportuno richiedere assistenza quando l’errore 27 resta visualizzato dopo il controllo della pressione e un solo reset, quando la pressione cala ripetutamente oppure quando la caldaia produce rumori insoliti. La chiamata diventa indispensabile se sospetti un guasto alla pompa, una perdita, un’ostruzione interna o un difetto della scheda elettronica.

Il tecnico dovrebbe verificare l’intero circuito, non limitarsi a cancellare il codice dal display. Una diagnosi corretta comprende il controllo della pressione a freddo e a caldo, la verifica della pompa, l’eventuale presenza di aria, il funzionamento dei sensori di temperatura e lo stato di filtri e scambiatore. Occorre anche valutare se l’impianto dispone di una portata adeguata e se il vaso di espansione mantiene la pressione corretta.

Quando contatti l’assistenza, comunica il modello preciso della caldaia, il codice visualizzato e ciò che hai già verificato. Specifica se l’acqua calda sanitaria funziona, se i radiatori rimangono freddi, se la pressione diminuisce e se il problema compare immediatamente oppure dopo alcuni minuti. Queste informazioni possono abbreviare la diagnosi e ridurre gli interventi inutili.

Non accettare con leggerezza la sostituzione della scheda elettronica senza controlli preliminari. Una scheda costosa non risolve un filtro ostruito o una pompa bloccata. Allo stesso modo, non conviene cambiare la pompa senza accertare che il circuito sia pieno, sfiatato e libero da ostruzioni.

Come evitare che l’errore 27 si ripresenti

La manutenzione periodica aiuta a individuare i problemi prima che diventino blocchi. Il controllo annuale consente di verificare la combustione, i dispositivi di sicurezza e le condizioni generali della caldaia. In base all’età dell’impianto e alla qualità dell’acqua, il tecnico può inoltre valutare la pulizia del circuito e l’installazione di sistemi di protezione dal fango.

Durante l’estate è meglio non ignorare completamente la caldaia. Alcuni impianti prevedono funzioni automatiche che fanno girare la pompa per brevi periodi proprio per evitare che resti bloccata. Se il manuale del modello lo consente, questa funzione va lasciata attiva. Non bisogna comunque modificare parametri tecnici senza sapere esattamente che cosa si sta facendo.

Controlla la pressione ogni tanto, soprattutto prima dell’inverno e dopo lo spurgo dei radiatori. Un calo lento ma costante non è normale e merita un controllo. Anche temperature eccessive, radiatori che scaldano in modo irregolare e rumori nuovi non andrebbero trascurati. Una piccola anomalia affrontata subito spesso evita un blocco nel momento meno opportuno.

In conclusione

L’errore 27 della caldaia Hermann è generalmente collegato a una circolazione insufficiente dell’acqua. Le prime verifiche riguardano la pressione dell’impianto, la presenza di aria, l’apertura delle valvole e il corretto funzionamento dei radiatori. Dopo questi controlli è possibile tentare un reset seguendo le istruzioni del modello.

Se il codice ritorna, non conviene insistere. La causa può trovarsi nella pompa, nel filtro, nello scambiatore, nei sensori o in un problema più ampio dell’impianto. Alcune operazioni richiedono competenze, strumenti e precauzioni specifiche: aprire la caldaia o intervenire su parti elettriche e gas non è un lavoro domestico.

Il manuale Hermann permette di confermare il significato esatto del codice, mentre un tecnico qualificato può individuare l’origine del blocco e ripristinare la circolazione in sicurezza. Una verifica ragionata, senza forzature e senza reset ripetuti, è il modo più rapido per capire se si tratta di un inconveniente semplice o di un guasto che richiede assistenza.

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