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Blog di Luisa Corsa

Come Conservare le Tele per la Pittura

Le tele destinate alla pittura si compongono generalmente di due elementi principali: il supporto tessile vero e proprio, realizzato in cotone o lino, e la telaio in legno su cui il tessuto viene teso. Prima di immagazzinare una tela, è fondamentale valutare il tipo di materiale di cui è costituita, dato che ogni fibra naturale possiede tempi di degradazione diversi e reagisce in modo differente alle variazioni di temperatura, umidità e luce. Una tela di lino, per esempio, è più resistente nel tempo rispetto a una di cotone, ma ambedue possono subire tensioni o rilassamenti a seconda del clima circostante. Allo stesso modo, il legno del telaio può deformarsi o subire attacchi di insetti xilofagi se si trova in ambiente troppo umido o caldo. Comprendere dunque la composizione della tela è il primo passo per adottare un metodo di conservazione adeguato, in grado di preservare intatte le tensioni del tessuto e la planarità della superficie pittorica.

Indice

  • 1 Preparare le tele non ancora dipinte o quelle in attesa di restauro
  • 2 Scegliere il luogo ideale per il deposito
  • 3 Metodi corretti di stoccaggio per tele montate su telaio
  • 4 Tecniche di avvolgimento per tele smontate o rotoli di tessuto
  • 5 Protezione dagli agenti esterni: carta, tessuto e pellicole
  • 6 Monitorare temperatura, umidità e ventilazione
  • 7 Prevenzione di insetti e microrganismi
  • 8 Controlli periodici e manutenzione a lungo termine
  • 9 Conclusione

Preparare le tele non ancora dipinte o quelle in attesa di restauro

Per le tele che ancora non sono state dipinte, la conservazione è più semplice, ma richiede comunque qualche attenzione preliminare. Innanzitutto, se la tela è venduta in rotoli o in fogli molli, è bene rallentare ogni possibile deformazione stirando delicatamente il tessuto senza utilizzare colori o primer. Una volta preparata la superficie, se la tela è già fissata al telaio, conviene verificare che non vi siano residui di polvere o macchie precedenti. Se la tela è rimovibile, può essere conservata stesa su un piano orizzontale in un ambiente asciutto, lontano da fonti di calore e dall’esposizione diretta ai raggi solari. Nel caso di tele che necessitano di interventi di restauro, si consiglia di attendere la completa asciugatura e stabilizzazione del medium (olio o acrilico) prima di avvolgerle o metterle in deposito, per evitare che la pittura fresca si conficchi in polveri o sollevi poi la pellicola pittorica. Se la tela presenta già una preparazione gessata, verificare che il gesso sia perfettamente asciutto e non tenda a creare screpolature, perché un supporto non stabile rischierebbe di rovinarsi se sottoposto a tensione nel tempo.

Scegliere il luogo ideale per il deposito

Una volta pronte per essere collocate in deposito, le tele richiedono un ambiente in cui temperatura e umidità rimangano costanti. Il locale ideale è una stanza interna alla casa o in un laboratorio protetto, privo di sbalzi termici bruschi. Temperature comprese tra i 18 °C e i 22 °C e un’umidità relativa intorno al 50–55 % costituiscono le condizioni più favorevoli per prevenire dilatazioni o contrazioni delle fibre tessili e della struttura lignea. Se il deposito si trova in un seminterrato, occorre assolutamente verificare che non vi sia presenza di umidità di risalita; in questo caso si rende necessario l’uso di un deumidificatore o di barriere impermeabilizzanti. Analogamente, evitare locali troppo caldi e secchi, come soffitte non isolate, dove il legno del telaio potrebbe deumidificarsi e creare tensioni nella tela. Il luogo non deve essere esposto alla luce diretta del sole, perché i raggi UV, anche se filtrati da una finestra, tendono a scolorire il tessuto e indebolire i colori del gesso o della pittura preparatoria. Infine, il deposito non dovrebbe trovarsi vicino a caldaie, stufe o fonti di calore diretto, onde evitare deformazioni o ingiallimenti delle tele.

Metodi corretti di stoccaggio per tele montate su telaio

Quando le tele sono già fissate su telaio, si può optare per un posizionamento verticale o orizzontale, ma sempre con le opportune precauzioni per evitare pieghe e intrusioni di polvere. Nel caso di un allineamento verticale, le tele vanno appoggiate con il lato pittorico rivolto verso l’interno, facendo attenzione a mantenere uno spazio di almeno due o tre centimetri tra un telaio e l’altro, in modo che non si tocchino fra di loro. Per evitare che la parte superiore sbatta contro il muro, conviene inserire dei distanziatori di gomma o di feltro tra il telaio e la parete, in modo da ammortizzare eventuali vibrazioni. Se invece si sceglie di conservarle in orizzontale, è necessario impilarle con cautela, poggiando ogni tela su un supporto rigido, come una lastra di materiale plastico o di cartone rigido, per garantire planarità. L’ideale è collocare una tavola di legno non trattato, perfettamente piana, sul suolo asciutto, quindi alternare tela e pannello protettivo, assicurandosi che le tele inferiori non subiscano il peso di quelle sovrastanti. In nessun caso la tela va arrotolata quando è montata sul telaio, poiché ciò deformerebbe irreversibilmente sia le fibre del tessuto sia la struttura in legno.

Tecniche di avvolgimento per tele smontate o rotoli di tessuto

Se si dispone di tele smontate—ossia rimosse dal telaio—oppure di fogli ancora in rotolo, l’avvolgimento corretto è fondamentale per non creare pieghe che rischierebbero di rovinare la superficie su cui si dipinge. Occorre innanzitutto assicurarsi che il tessuto sia completamente asciutto e privo di polveri: passare un panno pulito su entrambe le facce, quindi adagiarlo su un piano sufficientemente ampio. Se si tratta di vecchie tele con pittura già terminata, aggiungere un foglio di carta velina non acida tra un lato e l’altro per evitare il contatto diretto con altri supporti. A questo punto, arrotolare il tessuto dall’alto verso il basso in modo uniforme, stringendo appena, senza forzare. Un bastone di cartone spesso o un tubo di plastica robusto possono fungere da anima interna, conferendo stabilità al rotolo. Se il tessuto è particolarmente largo, conviene arrotolare due volte il primo metro per garantire un avvolgimento uniforme, evitando sporgenze laterali. Infine, fissare con due o tre comuni fettucce di stoffa o nastri di cotone, senza legare in modo troppo stretto, e sigillare con una fascetta di plastica larga, che protegga il rotolo dall’umidità e dalla polvere. I rotoli così confezionati vanno disposti in verticale, poggiati contro una parete asciutta, o in orizzontale su scaffali riparati.

Protezione dagli agenti esterni: carta, tessuto e pellicole

Per tutte le modalità di conservazione—verticale, orizzontale o arrotolata—è opportuno proteggere le tele dagli agenti esterni più insidiosi. La polvere, setralrafica, tende a depositarsi sulla superficie, insinuandosi tra le fibre della tela e creando una patina che, se trascurata, diventa difficile da rimuovere. L’uso di teli di cotone leggero o di tessuti non acidi è la prima barriera protettiva: si possono utilizzare vecchie lenzuola in cotone non trattato, dai colori chiari, per coprire le tele senza trattenere umidità. Nel caso delle tele non ancora dipinte, si può ricorrere alla carta da pacchi, stesa in modo da avvolgere completamente la tela e fissata con nastro carta privo di colla aggressiva. In alternativa, esistono pellicole traspiranti specifiche per il settore artistico, che impediscono l’ingresso di polvere pur consentendo la fuoriuscita di umidità, senza attaccarsi al colore. In ogni caso, è fondamentale evitare l’impiego di plastica non traspirante direttamente a contatto con la tela pittorica, perché intrappolerebbe l’umidità, rallentandone l’evaporazione e favorendo la formazione di condensa, con conseguente proliferazione di muffe.

Monitorare temperatura, umidità e ventilazione

Una volta sistemate le tele nel luogo di conservazione, è essenziale monitorare costantemente sia la temperatura sia l’umidità relativa. Idealmente, il locale dovrebbe mantenere valori compresi tra 18 °C e 22 °C per quanto riguarda la temperatura, con un’umidità relativa che non superi il 60% e non scenda sotto il 40%. Se l’umidità ambiente è troppo elevata, si possono sviluppare funghi e miceti, le cui spore, una volta a contatto con le fibre organiche del tessuto, provocano macchie, cattivi odori e indebolimento delle fibre stesse. Viceversa, un’umidità troppo bassa tende a seccare le fibre e a rendere fragili le tele, aumentando il rischio di fessurazioni. L’uso di un igrometro e di un termometro digitale posizionati a diversi punti della stanza consente di rilevare eventuali sbalzi termici o umidità localizzate. In presenza di valori fuori scala, è opportuno intervenire con un deumidificatore o con uno umidificatore in grado di stabilizzare l’ambiente, e di garantire una ventilazione leggera e continua, aprendo periodicamente finestre poste in ombra per favorire il ricircolo dell’aria senza esporre la tela a luce diretta.

Prevenzione di insetti e microrganismi

Il deposito delle tele non è immune da possibili attacchi di parassiti come le larve di farfalla, le tarme della seta e altri insetti che si nutrono di fibre naturali, oltre a collemboli e acari. Per prevenire queste infestazioni, è consigliabile utilizzare contenitori di immagazzinaggio chiusi—come cassette in legno o armadi metallici—se non si dispone di una stanza interamente dedicata. All’interno, si possono collocare sacchetti anti-tarme al cedro, realizzati con trucioli essiccati di cedro del Libano, noti per il loro potere repellente, o sacchetti a base di lavanda, utili soprattutto in spazi di dimensioni ridotte. È importante cambiare periodicamente questi sacchetti, almeno ogni sei mesi, per mantenere l’efficacia degli oli essenziali. In presenza di un danno da insetto già avvenuto, occorre allontanare le tele contaminate, posizionarle all’aperto all’ombra per alcune ore, quindi trattarle con un’aspirapolvere dotato di filtro HEPA, avendo cura di non strofinare la superficie ma passare delicatamente l’ugello a distanza. Se le infestationi persistono, si può ricorrere a un trattamento con vapore a bassa temperatura o a prodotti specifici per uso museale, sempre compatibili con i materiali organici.

Controlli periodici e manutenzione a lungo termine

Anche se le tele sono state pulite e messe in un ambiente controllato, è buona norma effettuare un’ispezione almeno due volte l’anno. Durante queste verifiche, osservare attentamente la superficie delle tele per segni di ingiallimento o di sbiadimento causato da esposizione a luce indiretta, nonché eventuali alterazioni provocate da umidità che si annida nelle pieghe del tessuto o nelle aree a ridosso del telaio. Controllare la planarità del telaio in legno per verificare che non si siano formate curvature dovute a variazioni di umidità. Se si nota dellegnatine o parti in legno leggermente marcite, è importante intervenire tempestivamente con un trattamento specifico per legno, applicando impregnanti a base di fungicidi e anticrittogamici. Se invece emergono segni di compressione o piegatura del tessuto, è possibile procedere a una nuova tensionatura, smontando la tela dal telaio, staccandola e tendendola di nuovo su un telaio asciutto e pulito. Questo tipo di operazione richiede manualità e conoscenze tecniche specifiche, quindi è consigliabile rivolgersi a un restauratore o a un laboratorio specializzato.

Conclusione

Conservare correttamente le tele per la pittura significa adottare una serie di accorgimenti che spaziano dalla scelta del luogo di deposito, con temperature stabili e umidità controllata, fino alla protezione dalle polveri e dagli insetti. Che si tratti di tele montate su telaio o di tessuti arrotolati, la chiave del successo è una pulizia preventiva, l’utilizzo di materiali protettivi non acidi e un monitoraggio continuativo dell’ambiente. Con un’attenta programmazione delle ispezioni periodiche e con l’adozione di tecniche di avvolgimento e stoccaggio adeguate, ogni artista o collezionista può preservare l’integrità delle proprie tele per decenni, garantendo che la qualità del supporto non comprometta mai la resa della pittura e la longevità delle opere stesse.

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Luisa Corsa è una specialista dei consumatori appassionata e ben informata, con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Luisa Corsa è una specialista dei consumatori appassionata e ben informata, con oltre dieci anni di esperienza nel settore.

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