• Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

Blog di Luisa Corsa

Cosa Fare se la Coclea della Stufa a Pellet non Gira

La coclea è il componente che trasferisce i pellet dal serbatoio al braciere con una portata controllata. In pratica è il “dosatore” del combustibile: se non gira, la stufa non alimenta correttamente la fiamma, va in allarme per mancanza combustibile, può spegnersi durante l’avvio oppure mostrare accensioni instabili perché il pellet arriva in modo discontinuo. Nelle stufe moderne, la centralina monitora indirettamente questa funzione attraverso tempi di accensione, sensori di temperatura fumi e logiche di sicurezza; per questo un guasto della coclea può manifestarsi con codici allarme diversi a seconda del modello, anche se la causa reale è sempre la stessa: il pellet non viene spinto verso il braciere.

Capire come si presenta il problema aiuta a orientarsi. Se la coclea non gira mai, neppure in fase di carico iniziale, è più probabile un problema elettrico o di comando. Se gira a tratti, oppure fa rumore ma non trascina, è più frequente un inceppamento meccanico, un riduttore stanco o un condensatore del motore in perdita. Se invece la coclea gira ma il pellet non scende, il problema può essere un “ponte” nel serbatoio o un intasamento nel tubo di alimentazione.

Indice

  • 1 Sicurezza prima di tutto: cosa fare prima di mettere mano alla stufa
  • 2 Riconoscere i sintomi: come capire se è davvero la coclea
  • 3 Cause meccaniche: inceppamento, corpo estraneo e incrostazioni
  • 4 Pellet e serbatoio: quando il problema è a monte
  • 5 Cause elettriche: motore coclea, condensatore e cablaggi
  • 6 Cause di controllo e sicurezza: pressostati, sonde e logiche della centralina
  • 7 Verifiche operative ragionevoli: come restringere la causa senza rischi
  • 8 Quando chiamare un tecnico e perché spesso è la scelta più economica
  • 9 Prevenzione: come ridurre drasticamente il rischio che la coclea si blocchi di nuovo
  • 10 Conclusioni

Sicurezza prima di tutto: cosa fare prima di mettere mano alla stufa

Una stufa a pellet combina elettricità, parti in movimento e componenti molto caldi. Prima di qualsiasi verifica concreta è essenziale spegnere la stufa dal pannello, attendere che completi la procedura di arresto e lasciarla raffreddare completamente. Una volta fredda, va scollegata dalla rete elettrica, non solo spenta, perché molte parti interne restano alimentate quando l’apparecchio è in stand-by. Se hai dubbi su tempi e condizioni, la scelta più prudente è considerare “non sicuro” qualsiasi intervento fatto a caldo o con spina inserita.

È altrettanto importante non bypassare dispositivi di sicurezza, non forzare manualmente l’alimentazione del pellet con la stufa accesa e non intervenire su cablaggi o morsetti se non hai competenze elettriche. In caso di odore di bruciato, segni di surriscaldamento, presenza di fumo anomalo o allarmi ripetuti, conviene interrompere subito l’uso e orientarsi verso un tecnico abilitato.

Riconoscere i sintomi: come capire se è davvero la coclea

Il sintomo più tipico è la mancata alimentazione del braciere: la stufa prova ad accendersi, la resistenza lavora, la ventola parte, ma la fiamma non si stabilizza e dopo un po’ l’apparecchio va in blocco. In altre situazioni, la stufa si accende ma dopo un tempo più o meno costante si spegne come se “finisse il pellet”, pur avendo il serbatoio pieno. A volte si sente un ronzio provenire dal gruppo coclea senza che il pellet scenda; altre volte non si sente nulla, segno che il motore potrebbe non ricevere alimentazione o che la centralina non lo stia comandando.

Un caso molto frequente è la confusione tra “coclea ferma” e “pellet che non arriva”. Se il serbatoio è pieno ma il pellet è umido, sfarinato o molto polveroso, può creare impasti e incrostazioni nel condotto e dare lo stesso effetto di una coclea bloccata. Anche un ponte nel serbatoio, cioè pellet che si incastra formando una volta e non scende verso la zona di prelievo, può simulare un guasto: la coclea gira, ma “mangia a vuoto” perché non trova combustibile.

Cause meccaniche: inceppamento, corpo estraneo e incrostazioni

La causa più comune in assoluto è l’inceppamento meccanico. Può essere dovuto a corpi estranei mescolati ai pellet, come piccoli pezzi di legno duro, chiodini, sassolini o frammenti di sacco, che si infilano nella vite o nel tratto di caduta. Può dipendere anche da pellet di scarsa qualità che produce molta segatura: la polvere si compatta, assorbe umidità, e col tempo diventa un “tappo” resistente. Un’altra causa tipica è la presenza di residui carboniosi o di clinker che, se il sistema di alimentazione è sporco o se c’è ritorno di calore verso il condotto, possono creare incrostazioni che frenano la rotazione.

In questi casi la soluzione non è “farla girare più forte”, ma ripristinare lo scorrimento. In modo prudente, dopo aver svuotato il serbatoio e aspirato la segatura, si verifica se il pellet scende liberamente verso la zona di prelievo. Quando è accessibile, si controlla il condotto di alimentazione e l’area in cui la coclea scarica verso il braciere, perché gli intasamenti si formano spesso nei punti di cambio sezione. Se la coclea è fisicamente bloccata, forzarla senza criterio può danneggiare l’albero, il riduttore o i supporti; per questo, se l’accesso richiede smontaggi o se si percepisce un blocco “duro”, è più sensato fermarsi e far intervenire l’assistenza.

Pellet e serbatoio: quando il problema è a monte

La qualità e lo stato del pellet incidono direttamente sulla continuità di alimentazione. Pellet umido tende a gonfiarsi e a sbriciolarsi, aumentando la polvere e la probabilità di impasto. Pellet troppo lungo o irregolare può incastrarsi più facilmente. Anche un serbatoio con molte scaglie e segatura crea una zona di prelievo “difficile”: la coclea trascina materiale fine che si compatta nel tubo e riduce lo spazio utile.

In questi scenari spesso si risolve con una manutenzione mirata: svuotamento completo, aspirazione accurata della segatura dal fondo e ripartenza con pellet asciutto e certificato, conservato in ambiente non umido. Se il fenomeno del “ponte” si ripete, vale la pena osservare come è fatto il serbatoio, perché alcuni design favoriscono l’incastro quando il pellet è molto lungo o quando il livello scende sotto una certa soglia. Tenere il serbatoio pulito e ridurre la presenza di polveri è la misura più efficace per prevenire ricadute.

Cause elettriche: motore coclea, condensatore e cablaggi

Se non c’è rumore, vibrazione o segno di vita del gruppo coclea, la causa può essere elettrica. Il motore della coclea è spesso un motoriduttore, talvolta asincrono con condensatore, progettato per lavorare a cicli. Un condensatore degradato può far sì che il motore ronzI ma non parta, oppure parta solo se “aiutato” (condizione che non va ricercata manualmente per motivi di sicurezza). Un riduttore usurato può invece far girare il motore ma non trasmettere coppia alla vite, producendo un rumore anomalo o una rotazione a vuoto.

Ci sono poi problemi più semplici ma frequenti: connettori ossidati, morsetti allentati, cablaggi stressati dal calore o dal passaggio vicino a parti mobili. Se la stufa si trova in un ambiente umido o ha subito infiltrazioni, l’ossidazione dei contatti può diventare rilevante. In generale, qualunque intervento su cavi e collegamenti dovrebbe essere affidato a personale competente, perché oltre al rischio elettrico c’è il rischio di invertire connessioni o compromettere la logica di sicurezza.

Cause di controllo e sicurezza: pressostati, sonde e logiche della centralina

In molte stufe la coclea non gira “sempre”: gira quando la centralina lo decide e solo se alcune condizioni di sicurezza sono soddisfatte. Un pressostato fumi, per esempio, può impedire l’alimentazione pellet se non rileva corretta depressione nel circuito, condizione che serve a garantire tiraggio e assenza di ritorni di fumo. Un sensore porta o un microinterruttore del serbatoio può bloccare l’alimentazione se rileva apertura o anomalia. Anche una sonda temperatura fumi fuori range o un allarme precedente non resettato può impedire l’avvio della coclea.

Questo è un punto cruciale: talvolta la coclea “non gira” perché la stufa sta correttamente evitando di alimentare combustibile in una condizione considerata non sicura. Se, ad esempio, la canna fumaria è ostruita, il ventilatore fumi è sporco o il percorso aria è compromesso, la centralina può bloccare l’alimentazione per prevenire fumo in ambiente. In queste situazioni, insistere sul sintomo senza risolvere la causa di tiraggio o di ventilazione può essere pericoloso. L’approccio corretto è leggere l’allarme, ripristinare le condizioni di pulizia e tiraggio e, se necessario, far verificare canna fumaria e ventilatore da un tecnico.

Verifiche operative ragionevoli: come restringere la causa senza rischi

A stufa fredda e scollegata, la prima verifica sensata è distinguere tra problema di alimentazione pellet e problema di rotazione. Se il serbatoio è pieno ma il fondo è pieno di segatura, la probabilità di intasamento sale. Se svuotando e pulendo il serbatoio la situazione migliora, il problema era “a monte”. Se invece la situazione resta invariata, la seconda verifica utile è controllare se la coclea è fisicamente libera o se appare bloccata dal materiale. Quando l’accesso è semplice e previsto dal costruttore, si può osservare la zona di uscita pellet e l’eventuale presenza di materiale compattato.

Se la stufa mostra un codice allarme, quel dato è spesso più informativo di qualunque ipotesi. Anche senza entrare in dettagli tecnici, la distinzione tra un allarme di depressione/tiraggio e un allarme di mancata accensione cambia completamente la direzione dell’intervento. In generale, se l’allarme è collegato a tiraggio, ventilazione fumi o sicurezza porta, è prudente evitare qualsiasi tentativo di “far girare la coclea” e concentrarsi sul ripristino delle condizioni di sicurezza e pulizia.

Quando chiamare un tecnico e perché spesso è la scelta più economica

È consigliabile chiamare un tecnico quando la coclea è bloccata in modo “duro”, quando servono smontaggi per accedere al gruppo, quando ci sono segni di surriscaldamento o odori anomali, quando la stufa va in blocco con allarmi legati a depressione o fumi, e quando si sospettano problemi al motore, al condensatore, alla scheda o ai cablaggi. Anche se può sembrare un intervento “semplice”, una diagnosi professionale evita danni collaterali: forzare una coclea inceppata può rompere il riduttore; usare pellet di scarsa qualità senza pulizia può intasare ripetutamente; ignorare un problema di tiraggio può creare condizioni di esercizio non sicure.

Inoltre, molte stufe richiedono manutenzione periodica obbligatoria per sicurezza ed efficienza. Se la coclea si ferma, spesso è un segnale che la stufa è in accumulo di polveri e residui, e una manutenzione completa, inclusa pulizia dei condotti, ventilatori e verifiche della canna fumaria, riduce sensibilmente la probabilità che il guasto si ripresenti.

Prevenzione: come ridurre drasticamente il rischio che la coclea si blocchi di nuovo

La prevenzione più efficace parte dal combustibile. Pellet asciutto, di qualità costante e con bassa percentuale di fini riduce incrostazioni e compattamenti. Anche la gestione del serbatoio conta: evitare di versare sempre nuovi pellet sopra un fondo pieno di segatura e, periodicamente, svuotare e aspirare il fondo del serbatoio limita la formazione di impasti. La pulizia regolare del braciere e del vano cenere aiuta a mantenere corretti flussi d’aria, riducendo la probabilità che la stufa lavori in condizioni che aumentano residui e ritorni di calore.

Infine, la manutenzione tecnica programmata, con controllo di guarnizioni, ventilatori e circuiti fumi, non è un formalismo: una stufa che respira bene e lavora con tiraggio corretto produce meno residui problematici e mantiene più stabili i cicli di alimentazione della coclea.

Conclusioni

Quando la coclea della stufa a pellet non gira, il sintomo è unico ma le cause spaziano da un semplice intasamento da segatura a un problema di motore, condensatore, riduttore o dispositivi di sicurezza legati al tiraggio. L’approccio più efficace è procedere in sicurezza, distinguere tra mancanza di pellet in alimentazione e blocco reale della coclea, verificare la qualità del combustibile e la pulizia del serbatoio, e considerare con attenzione gli allarmi e le logiche di sicurezza della stufa. Quando l’intervento richiede accesso tecnico o riguarda componenti elettrici e fumi, l’assistenza qualificata è la scelta più prudente e spesso anche la più rapida per tornare a un funzionamento stabile e sicuro.

Articoli Simili

  • Quando Applicare l’Olio Paglierino sulle Superfici in Legno

  • Quali Vernici Utilizzare per Colorare il Vetro

  • Come Capire Perchè non Gira il Cestello di una Lavatrice

  • Acqua Torbida nell’Acquario Nuovo – Come Risolvere il Problema

  • Come togliere le righe dal parquet

admin

About

Luisa Corsa è una specialista dei consumatori appassionata e ben informata, con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Luisa Corsa è una specialista dei consumatori appassionata e ben informata, con oltre dieci anni di esperienza nel settore.

Primary Sidebar

Cerca

Categorie

  • Altro
  • Bellezza
  • Casa
  • Consumatori
  • Cucina
  • Fai da Te
  • Giardino
  • Guide
  • Hobby
  • Lavori Domestici
  • Sport

Copyright © 2026 Blog di Luisa Corsa on the Brunch Pro Theme